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Intervista a Marco Solia

Un libro che ci svela l'operato di uno dei più importanti personaggi del dopoguerra italiano: Enrico Mattei.

Con questa intervista vogliamo approfondire alcuni dei punti che l'Autore, Marco Valerio Solia, affronta nel suo libro "Mattei. Obiettivo Egitto".

Buona lettura!

Da dove nasce l’ispirazione per questo libro?

La vicenda di Enrico Mattei è uno degli snodi centrali della storia repubblicana, imprescindibile per comprendere il difficile cammino che il nostro paese ha intrapreso per raggiungere la piena sovranità energetica. L’idea di questo libro nasce proprio dalla volontà di approfondire le origini della politica mediterranea italiana.

Lei parla di un pezzo di storia italiana moderna che nelle scuole viene studiata a malapena. Per comprendere la complessità della nostra attuale società non sarebbe necessario dedicare più spazio alla storia del secondo dopoguerra?

Assolutamente, lo studio della storia italiana non può fermarsi al 1945 ma deve abbracciare un arco temporale più vasto, in grado di fornire ad ogni studente un quadro più completo sul presente. Affrontare la storia recente permette di capire molte delle peculiarità del nostro paese sia in politica estera che sul piano interno.

Enrico Mattei è una figura chiave nella politica economica. Pensa che se non fosse scomparso prematuramente il nostro scenario politico ed economico sarebbe potuto evolvere in modo differente?

 Certamente la morte di Mattei interruppe alcuni dei suoi progetti più significativi. Scrivendo questo libro, tuttavia, ho maturato la convinzione che la missione dell’ENI sul lungo periodo abbia mantenuto un grado rilevante di affinità con la visione del suo fondatore, difendendo gli interessi nazionali e il rapporto privilegiato con il Terzo mondo.

Con Mattei la sovranità energetica italiana ha vissuto il suo culmine. Che cosa è successo dopo?

L’Italia ha vissuto in merito fasi alterne, spesso legate alla situazione interna ed internazionale del nostro paese. Il cane a sei zampe, negli oltre sessant’anni di vita, ha sempre cercato di conquistare spazio per il lavoro e le competenze italiane, divenendo uno strumento informale della nostra politica estera. Non è un caso che alcuni paesi occidentali abbiano voluto cavalcare le primavere arabe per danneggiare la compagnia fondata da Mattei, la quale, evidentemente, turba ancora il sonno di molti nostri “alleati”.

Ad oggi qual è il rapporto tra Italia ed Egitto?

Non si può parlare delle relazioni bilaterali tra Italia ed Egitto senza nominare il caso Regeni che ha profondamente scosso quella che per decenni è stata una delle partnership più solide del Mediterraneo nonché un elemento di stabilità per l’intera area. La barbarie cui è stato sottoposto il nostro connazionale ha completamente mutato in negativo l’immagine che l’opinione pubblica aveva del paese arabo. E’ quasi banale dire che Il Cairo debba fare chiarezza sull’omicidio del giovane ricercatore. Allo stesso tempo merita di essere segnalato l’atteggiamento omertoso dei professori inglesi, indisponibili a collaborare con la Magistratura italiana.

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