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Intervista ad Elisa Ceci

Non siete riusciti ieri pomeriggio a seguire l'intervista ad Elisa Ceci, autrice de "Il tempo delle donne"?

Ecco il link al pdocast e qualche informazione sul libro.

Buon ascolto!

http://bit.ly/29q9LVA


“Ho poco tempo, mi manca il tempo, se avessi tempo, dovrei solo trovare un po’ di tempo, non c’è più tempo….”

Ho l’abitudine – e qualcuno direbbe il brutto vizio – di cercare di trovare un senso a quello che raccolgo intorno a me, soprattutto se si ripete.

 

Elisa Ceci

 

 

Fuori dalle scuole, in fila al supermercato, per la strada quando si incontrano, le madri parlano sempre del tempo. E sembra che tutto lo vogliano e nessuno ce l’abbia; o che tutte ce l’abbiamo e lo usino male e lo perdano. Spesso il tempo familiare inghiotte quello individuale delle donne e il femminile si trova a tentare di trasformare il Kronos familiare – lo scorrere delle ore in famiglia – in Kairos familiare – il tempo come opportunità, buona occasione, momento propizio – per costruire spazi di relazione dove i legami e gli individui (madri, padri e figli) possano crescere.

Perché la vita familiare, necessariamente routinaria e ripetitiva , può diventare uno spazio soffocante se non si apprende un modo nuovo di costruirla ed abitarla.

Rachele, la protagonista di questa storia, ha quarant’anni, due figli, un compagno, una madre, un padre, un fratello, tanti amici, due case – una in città e una in campagna - e tre lavori.

Rachele è madre a tempo pieno e lavora a tempo pieno.

Il tempo di Rachele è il tempo dei bambini o il tempo del lavoro.

E per anni Rachele ha considerato tutto questo come semplicemente naturale. Poi ha compiuto quarant’anni e ha iniziato a sentire che questa sua gestione del tempo diventava sempre un po’ più faticosa; e nascosta dietro la fatica ha intravisto spuntare una sofferenza e ha sentito premere forte dentro di sé l’emozione della rabbia di essere stata derubata del suo tempo dalla famiglia e di trovarsi in ostaggio dei figli e del compagno dentro casa.

Rachele, mettendo in scena una parte del femminile – che abita dentro ogni donna – capace di trasformare la mancanza (di tempo, in questo caso) in opportunità di cambiamento, trasforma l’istinto di fuga nel progetto di un viaggio di conoscenza e parte per andare a condividere la quotidianità con due care amiche – entrambe madri – che non parlano mai del tempo ma lo vivono come occasione.

In questa fase "mobile" - in termini comunicativi e relazionali - se da un lato si può sempre essere in un luogo e contemporaneamente in altri mille, dall'altro non si sta mai del tutto in una sola situazione. E in famiglia questo ostacola la possibilità di creare spazi di autentica e reale condivisione.

Se un tempo la sfida era andare, emigrare fuori dal proprio paese, o solo anche dalla propria relazione matrimoniale, forse oggi la sfida è restare, fermarsi. 


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