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Presentazione del libro "Mattei. Obiettivo Egitto" di Marco Valerio Solia

Il libro ripercorre i rapporti tra l’ENI di Enrico Mattei e l’Egitto di Gamal Nasser negli anni cruciali del dopoguerra e della decolonizzazione, mostrando i cambiamenti di potenza nel Mediterraneo e l’emergere di una nuova politica estera italiana, molto più attenta alla difesa degli interessi nazionali ed alla tutela della propria indipendenza energetica. È un Mattei rivoluzionario quello che si proietta in Nord Africa e Levante per contrastare l’egemonia delle grandi compagnie del petrolio e affermare il lavoro e le conoscenze italiane messe al servizio dei paesi produttori. Non è un’esagerazione dire che il presidente dell’ENI scompigliò il mondo degli idrocarburi chiudendo accordi di primaria importanza con gli Stati di recente indipendenza, oltre ad iniziare sodalizi politici con i leader più invisi all’Occidente. In Nasser e nei Liberi Ufficiali Mattei trovò il perno della sua politica araba, divenendo un faro naturale per quei popoli che volevano infrangere le catene del colonialismo euro-atlantico e ottenere le chiavi del proprio sviluppo.

È nell’azione dirompente di Mattei che vanno ricercate le cause della morte, avvenuta la sera del 27 ottobre 1962 in seguito ad un attentato ai danni del suo velivolo, nel quale persero la vita anche il giornalista americano William McHale ed il pilota Irnerio Bertuzzi. Molte le piste seguite dall’autore, ad iniziare dalla crisi di Cuba del 1962, avvenuta in contemporanea alla morte del presidente dell’ENI, che rischiò di portare il mondo sull’orlo della catastrofe. Un personaggio come Mattei, insofferente nei confronti della NATO e degli Stati Uniti  e dotato di un potere immenso sulla vita politica italiana, poteva apparire un pericolo per l’ortodossia atlantica della penisola, in un momento in cui ogni tentennamento andava stroncato. La prevista chiusura di un accordo con gli algerini, amici storici di Mattei, è un altro dei tasselli che potrebbero illuminare sui mandanti dell’attentato di Bascapè.

Ugualmente rilevante era il viaggio che Mattei avrebbe dovuto intraprendere nelle settimane successive per incontrare Kennedy ed ottenere finalmente il riconoscimento internazionale del proprio operato, ipotesi che terrorizzava le grandi compagnie del petrolio. Ultima, ma altrettanto rilevante, la “coincidenza” irachena: il presidente dell’ENI si era infatti speso per far promulgare nel paese arabo una legge, la legge 80, che estrometteva la Iraq Petroleum Company (controllata dagli inglesi) dal 90% del territorio iracheno. Peccato che pochi mesi dopo un golpe militare, sostenuto dagli angloamericani, sovvertì il regime di Qassem e, come prima misura, cancellò proprio quel provvedimento. La ricostruzione dell’autore è indirizzata a ripercorrere ed analizzare a 360° la politica estera di Mattei ed il ruolo internazionale che lui riuscì a ritagliare per il nostro paese e per tutti i popoli oppressi. Un libro fondamentale per capire un passaggio decisivo della nostra storia. E per illuminare un problema cruciale: la sovranità energetica dell’Italia. Ieri come oggi.

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